Con lo scopo di stanare il nemico e distruggere i suoi raccolti per affamarlo fu massicciamente impiegato "l'Agente Arancio": una miscela contenente arsenico e diossina che prende il nome dalle strisce arancione sui contenitori dove era immagazzinato e del quale solo sul Vietnam del Sud ne furono irrorati 44 milioni di litri.
A distanza di oltre un quarto di secolo dalla fine della guerra sono oltre un milione i vietnamiti, di cui 100mila tra bambini e adolescenti, che tuttora soffrono di patologie o invalidità e dove da anni migliaia di loro vengono al mondo con malformazioni, senza contare le migliaia di adulti che sviluppano tumori o altre malattie tutte imputabili all’esposizione di quel defoliante.Le conseguenze dell’impiego dell’Agente Arancio subito dopo la fine della guerra, colpirono anche migliaia di veterani americani che cominciarono ad accusare malattie della pelle, asma, tumori e disturbi intestinali; inoltre i loro bambini nascevano senza arti, o con sindrome di Down e spina bifida.
Gli Stati Uniti negano tuttora ogni correlazione tra l'Agente Arancio e malformazioni infantili: circolano persino voci secondo cui il Presidente Reagan aveva avvisato gli scienziati di non fare riferimento delle condizioni mediche degli ex-combattenti.
L’impiego criminale che fecero gli americani dell’Agente Arancio in Vietnam è oggi replicato dal Pentagono con l’uso dei proiettili all’uranio impoverito.

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