Videogame giapponese particolarmente esplicito, dettagliato e di una violenza estrema che mette il giocatore nei panni di uno stupratore che insegue ed adesca le proprie vittime.
Dopo aver molestato in un treno la giovane Aoi Kiryū, Kimura Masaya viene arrestato, ma essendo figlio di un importante politico riesce a cavarsela facilmente ed uscire immediatamente dal carcere.
Per vendicarsi, Masaya inizia a tormentare sia Aoi, sia sua madre Yuuko sia sua sorella minorenne Manaka, stuprandole selvaggiamente ed in più occasioni.
La meccanica di gioco permette di fare qualunque cosa o quasi: palpate, espliciti atti sessuali, utilizzo di oggetti, diverse posizioni, penetrazione anale e vaginale, masturbazione imposta dal "carnefice", sesso orale, atti violenti, sesso di gruppo, legare le proprie vittime e il tutto accompagnato dalle grida, dai pianti e dalle suppliche delle donne.Bisogna tenere presente infatti la condizione della donna in Giappone dove è considerata una "macchina per procreare" (affermazione fatta dal ministro giapponese della salute Hakuo Yanagisawa).
Questa discriminazione, nella quale la donna non è indipendente ma surrogata all’uomo, e sopratutto questo concetto di "donna oggetto" che esaudisce ogni richiesta erotica del "maschio" è già resa evidente negli Hentai (cartoni pornografici in stile manga) o nei nuovi cartoni animati giapponesi particolarmente espliciti.

Possiamo pertanto definire il Giappone più "evoluto" nella pornografia, in quanto addestra i ragazzi fin da piccoli ad una "sana" concezione della donna, e sopratutto incitandoli alla pedofilia.
Daltro canto ognuno ha la propria cultura: noi occidentali siamo ormai desinsibilizzati dalla violenza, creiamo giochi dove "uccidiamo" chiunque vogliamo, sparatutto, spaccio di droghe e così via ma abbiamo ancora un tabù sul sesso.
Con questo gioco si "addestrano" le nuove generazioni che saranno sempre più desensibilizzati dalla violenza e pertanto la commetteranno come se fosse un gesto naturalissimo.
Noi ci sorprendiamo tanto ma tra gli hentay e i videogiochi erotici ne vengono fatti tantissimi all anno: sempre della Illusion Soft c è ad esempio Sexy Beach il quale, pur non trattando di stupri, si struttura esattamente come Rapelay (ha gli stessi comandi, modalità di gioco, posizioni sessuali e così via);
Un altro esempio può essere Artificial Girl: un simulatore di "vita di coppia" nel quale si può realizzare la propria ragazza nei minimi particolari (dagli aspetti più generici come lineamenti del viso, la carnagione e la struttura fisica a caratteri specifici come la grandezza dei capezzoli, il loro colore e la tinta per i peli pubici, senza contare le innumerevoli caratteristiche psicologiche che può avere: può essere timida, gelosa, brava con il sesso orale, esperta cuoca, che ha paura degli uomini, che le piacciono anche le donne e così via)
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